mercoledì 25 febbraio 2015

Città di pensiero.

Scendere le scale, e poi,
entrare in un caffè,
di fuori c’è il sole,
illumina già
gabbiani e rondini.

Stringere le spalle come chi
si sente forte con chi sa,
non sa parlare la città
e i pensieri esplodono.

Sorrisi e strane parole
guardo in faccia l’alba
e muore già.

Io posso anche sognare
darti quel che ho
e che sarà.

Grido come chi
ha il cuore lacero ma sa
che nella neve fredda c’è
chi spegne le fiaccole.

Sorrisi e strane parole
se non cambi,  resta come sei.
Un solitario sperare
dissolve nubi bianche
dentro a te.

Stringere le spalle come chi
si sente forte con chi sa,
non sa parlare la città
e i pensieri esplodono.


Longa’81