domenica 21 luglio 2013

Le trecce di Nina

Mia nonna Nina  ha sempre portato due trecce lunghe, sin da quando era bambina. Voleva che gliele rifacessi e pettinassi io, quando, sfinita dalla malattia, se ne stava per partire.  Due belle trecce, grigie dal tempo, ma ancora imbiondite e lucenti. Un giorno, entrando in ospedale, la vidi  desolata:" Tua mamma mi ha tagliato i capelli! Ha detto che restando a letto non potevano più lavarmele e ingombravano, ai dottori..." Sembrava persa, come avesse perso tutto il suo tempo, i ricordi di una vita e il profumo che emanavano quei capelli: profumo di  olivi d'Istria, vedette sul mare di Parenzo,  più antichi di lei. Profumo di fiori, di lavanda e maggiorana, rosmarino e timo, che lei amava far seccare per l'inverno e , ogni tanto, metterseli in tasca, così che il suo grembiule sembrava un'erboristeria. Prima di salire a casa sua, dal giardino, passava a casa mia,  proprio sopra,  per portarmi i fiori  che  aveva colto. Se non mi trovava, li lasciava dentro  i l  vaso di cristallo dell'entrata,  e se ne andava,  felice di avermi fatto cosa gradita, senza una parola . " Mi porterai i fiori, vero?"_ "Quando, nonna?" _ "Quando sarò al cimitero. Me li porterai i fiori del nostro giardino,  i fiori freschi? E' brutto vedere tutte quelle  tombe con fiori di plastica. Sembra che non abbiano nessuno!"_ "Certo, nonna, ti porterò sempre i fiori, perché so che li ami, come li amo io. Te li porterò sempre, assieme al mio cuore e  al  profumo di ulivi e di terra istriana, che ti é mancata tanto quando sei dovuta partire, e che non hai più  rivisto. Assieme a quegli odori che non hai più sentito; assieme a quell'odore di mare e di collina.Così, quando qualcuno mette dei fiori di stoffa o di plastica, per quanto belli  siano, io li tolgo, anche nella calura estiva , e metto dei fiori freschi nel suo giardino, anche se ora, nel suo giardino, avrà sicuramente dei fiori più belli,  e sentirà l'aria di Parenzo arrivare da quella collina...Sento vicino a me il profumo dei suoi capelli,  mi sembra di veder sorridere una bimba dalle bionde trecce, , e me ne vado piangendo.

Longa’2010